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Aggius - Trinità dìAgultu

Un percorso di circa 20 km  dalla durata di circa 20 min di auto. Un tratto di strada che ha il suo punto di partenza nella “Valle della Luna” in Comune di Aggius  fino ad arrivare a toccare il Comune di Trinità D’Agultu. Uno scenario che dalla montagna si snoda verso il mare, incastonato all’interno di rocce di granito rosse, modellate e coccolate dal vento del maestrale.

-       Nuraghe Izzana-  Aggius -

Si trova in Comune di Aggius, nella Valle della Luna, probabilmente il più grande della Gallura. E’ un nuraghe complesso molto particolare, che dal punto di vista tipologico presenta caratteristiche sia dei più arcaici nuraghi a corridoio, frequenti in Gallura, che dei più comuni nuraghi a “tholos”. La pianta ha forma triangolare oblunga con angoli smussati, diversi ingressi  ne permettono un facile accesso è interamente costruito in granito con pietre di grosse dimensioni molto ben lavorate.

-          Museo Etnografico "Olivia Carta Cannas - Aggius -

La struttura facile da raggiungere proprio all’ingresso del paese, presenta una superficie di 880 mq. di superficie coperta; 250 mq. di giardini e patii; 18 ambienti espositivi. Ospita la “Mostra permanente del tappeto Aggese”, della cultura e delle tradizioni della Gallura dal 1600 ai giorni nostri.

La memoria storica dell’antico borgo da far rivivere e da offrire agli ospiti e ai visitatori come ulteriore attrattiva di Aggius. E’ il M.E.O.C., il Museo Etnografico “Oliva Cannas”, dal nome della persona a cui è intitolato in virtù della donazione al Comune dei vecchi ambienti e del cortile su cui la struttura museale ricade da parte dei figli Matteo e Giovanni Andrea. Quest’ultimo, architetto ed esperto di cultura locale, impiantò nei primi decenni del Novecento quella scuola dell’artigianato giunta a trasformare l’arcaica arte del tessere lana e lino da incombenza domestica a professione. Ampia struttura nella parte vecchia dell’abitato, il museo comprende i vecchi locali della tessile divenuti l’ambiente domestico, con le sue pertinenze per la lavorazione del pane e del formaggio e il deposito delle scorte, e un’ampia ala di nuova costruzione.

Attività: Organizzano visite guidate al centro storico del paese, degustazioni enogastronomiche, Educational, Welcome Party, percorsi naturalistici, visita dei siti archeologici.

-          La Conca di Li Fati- Trinita’ D’Agultu -

E’ costituita da una grotta artificiale nei pressi di Isola Rossa, chiamata dalla gente del luogo "Conca di li Fati" (lett. “Caverna delle streghe”). Scavata nella dura roccia granitica rossastra tipica della zona, presenta due vani, con l'unico ingresso rivolto a mezzogiorno. È raggiungibile agevolmente dal centro abitato prendendo la strada per Paduledda-Trinità; superata la salita dopo il bivio per La Marinedda,
Casa delle Streghe è il nomignolo, di origine popolare, con il quale, in tutta la Sardegna, sono indicate le caverne preistoriche scavate nella roccia, risalenti al Neolitico, ed usate come luogo di sepoltura dei morti. L'appellativo deriva dalla superstizione popolare che vedeva in esse delle abitazioni di minuscoli esseri, dotati di poteri magici, quali appunto folletti o fate. Al diffondersi di questa convinzione ha sicuramente contribuito la struttura delle stesse tombe, tendenti a riprodurre, nei minimi particolari, quella che era la "casa dei vivi", quasi a voler rappresentare una continuità tra la vita terrena e quella dell'aldilà.

-          Nuraghe Bastianazzu- Trinità D’Agultu -

Conosciuto come “Nuraghe Paduledda”, sorge in prossimità del mare lungo il tratto di costa ad ovest di Isola Rossa.  E’ facilmente raggiungibile dal centro abitato di Paduledda prendendo la strada per La Scalitta e seguendo le indicazioni segnaletiche che portano al ristorante tipico Lu Naragu, dal quale il monumento è facilmente visibile. L'edificio data la sua posizione, in cima ad una collina, con ampia visuale panoramica sul territorio, farebbe pensare ad una struttura di avvistamento collegato con altri nuraghi, fino a non molto tempo fa esistenti nella zona e dei quali oggi non rimane alcuna traccia, se non nella toponomastica o nelle vecchie mappe topografiche. In realtà la tipologia della costruzione fa pensare ad un qualcosa di più complesso che non una semplice postazione di vedetta. L'opera muraria è nel tipico granito della zona, con grossi massi appena sbozzati, disposti in maniera irregolare con pietre più piccole, onde assicurare un buon equilibrio statico. L'unico ingresso, con architrave, è situato a mezzogiorno. Superata l'imboccatura, sulla sinistra la situazione non è ben decifrabile a causa di un crollo parziale della struttura. Non è improbabile una scalinata che portava ad un terrazzo. Non essendo questo nuraghe stato oggetto di studio dettagliato, è difficile ipotizzare una sua collocazione temporale nel quadro della civiltà nuragica.

-          Torre Spagnola – Trinita’ D’Agultu-

Edificata intorno al 1595 (secondo altre fonti 1578) la torre spagnola di Isola Rossa si erge su un promontorio ad una altezza di circa 35 metri sul livello del mare. Costruita principalmente allo scopo di difendere le zone costiere dalle frequenti incursioni dei pirati saraceni, nei secoli successivi assolse anche il compito di impedire, o quanto meno di limitare, i traffici clandestini fra la Sardegna e la Corsica. All'ombra della sua possente mole cilindrica si svolsero alcuni fatti di rilievo per la storia della Sardegna.  Attualmente il monumento, che versa in buone condizioni statiche, non è facilmente visitabile all'interno, in quanto l'unico ingresso si trova ad una altezza di difficile accesso. Solo chi munito di grande coraggio riuscirà a salire fino al terrazzo superiore e potrà godere di un panorama unico: tutto il Golfo dell'Asinara a sud-ovest, mentre a nord lo sguardo spazia fino alle coste della Corsica .

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