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Aglientu - Santa Teresa Gallura - Palau - La Maddalena

PERCORSO:Dalla Torre di Vignola e Monti Russu , Capo Testa e Belvedere di Punta Sardegna ed arrivo a Caprera.

Prima Tappa- Notevolmente affascinante, soprattutto per gli ampi panorami, risulta il tratto di litorale compreso tra Portobello e Santa Teresa Gallura. A meridione si apre il Porto di Vignola, caratterizzato da una serie di belle spiaggette orlate da fitte pinete, fino al grande arenile di Vignola, dominato dall’omonima torre secentesca. Verso Santa Teresa si trova l’ampia insenatura di Cala Vall’Alta, che ospita una delle più belle spiagge della costa settentrionale: la vasta e magnifica “Rena Maiori”, di finissima e candida sabbia, bagnata da un mare dagli indescrivibili colori.

La spiaggia può essere raggiunta sia da nord, attraverso la vasta pineta, che da sud, deviando presso la Cala Pischinaccia; in questo caso si supera verso est anche la successiva spiaggia L’Acula (spiaggia dell’Aquila) e, con sentieri fra le dune, si arriva (a piedi) a Rena Maiori.

Tutte queste spiagge sono molto interessanti, perché solitarie, ma prossime alla strada provinciale; non distante, il paese di Aglientu, cui appartiene il tratto costiero descritto. Il vicino promontorio di Monte Russu, un affascinante scorcio di natura incastonata tra le diverse forme di graniti rossastri, consente un ampio panorama verso la costa limitrofa, la spiaggia di Rena Maiori, la fitta pineta e verso ovest vari altri arenili incantevoli, tra cui quelli di Lu Litarroni-Naracu Nieddu, di Chiscinaggiu e di La Piana, quest’ultima proprio alla base del Monte Russu.

Seconda Tappa- Da Santa Teresa una strada asfaltata conduce in pochi minuti ad una delle località più celebri della Sardegna, Capo Testa, così chiamata per la massiccia conformazione del promontorio tondeggiante, innestato sull'esile "collo" di un istmo sabbioso che lo collega alla terraferma. Alla fama di Capo Testa concorrono in egual misura le cale di candida rena, le acque trasparenti e turchesi e la magnifica vista sulle Bocche di Bonifacio e sulla vicina Corsica. Ma ciò che lo caratterizza in modo specifico è il granito bianco-grigio che affiora dovunque, dal mare e dalla macchia, strutturato in formazioni di varietà infinita, qua e là scavato dal vento in profondi tafoni, veri e propri ripari naturali nei quali l'uomo preistorico trovò rifugio dalle intemperie. La strada d'accesso a Capo Testa attraversa longitudinalmente l'istmo, una sottile lingua di sabbia, aperta a occidente e ad oriente in due magnifiche spiagge (Rena di Ponente e Rena di Levante, o anche Spiaggia dei Due Mari). La costa est del promontorio forma con la terraferma la Baia di Santa Reparata, dal nome di un'antica chiesetta che sorge sulla riva del mare. Poi il litorale si volge verso nord e, sotto il faro, si frastaglia nell'avventuroso approdo di Cala Spinosa, con i suoi caotici e accidentati ammassi di graniti. Più a occidente si apre l'insenatura più famosa, quella di Cala Grande (nota ormai con il suo nome turistico di Valle della Luna), le cui rocce marmoree attrassero i Romani (le antiche cave sono ancora riconoscibili ai piedi della cima Li Turri, punto più alto del promontorio) e i Pisani, che con il granito di Capo Testa costruirono alcuni dei monumenti simbolici della loro città.

Terza Tappa- Da Capo d'Orso si imbocca la strada provinciale per Palau e di qui la statale per Santa Teresa: dopo meno di due chilometri, si supera l'insediamento turistico di Porto Rafael, uno dei primi e più sobri della costa settentrionale, e si procede fino a Punta Sardegna, raggiungendo poi a piedi, per una scalinata di granito, la terrazza del belvedere. Anche di qui la vista è attratta soprattutto verso il vicinissimo Arcipelago della Maddalena, del quale si possono osservare con particolare nitore l'isola principale e quella di Spargi, proprio di fronte in direzione nord. Per un sentiero che serpeggia lungo la scogliera si può poi scendere alla bella spiaggia di Cala di Trana, immersa nel verde della macchia mediterranea e delimitata da alture granitiche lavorate dai venti. La spiaggia, raggiungibile solo dal mare o a piedi, gode di una posizione straordinariamente felice.

Quarta Tappa- Come ultima tappa del nostro itinerario troviamo una delle isole che compongono l’Arcipelago della Maddalena denominata Caprera, nota proprio per le sue oasi ecologiche e dichiarata Riserva naturale, dove vige un rigoroso divieto di edificabilità, e pertanto è prevalentemente disabitata. Il paesaggio di Caprera è una forte attrazione turistica: troviamo il Monte Teialone e Poggio Stefano, dalle cui cime si gode di una suggestiva panoramica dell'arcipelago. Assolutamente da non perdere è la Cala Coticcio, la Messa del Cervo, sita a nord, dove lo scenario diventa più selvaggio, la Cala Brigantina, a sud-est, la Cala Garibaldi, la Cala Napoletana e la Cala Caprarese Il nome di ogni località è legato ad una leggenda di antichi naufragi oppure di battaglie navali, che hanno lasciato, come testimonianza di sè, sui fondali dell'arcipelago, relitti di epoche varie. La fama dell’isola di Caprera è legata anche ad un grande personaggio della storia. Infatti, Garibaldi, dopo averne acquistato una parte, vi trascorse la fine della sua vita, in una casetta che, oggi, è diventata una sorta di museo, il “Compendio Garibaldino”. Lì vi sono raccolti tutti i suoi oggetti personali e l’arredamento originario. Accanto alla casa, attraverso un breve sentiero si arriva alle tombe della famiglia Garibaldi e alle barche usate per i suoi spostamenti durante la sua permanenza a Caprera.

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